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Una
giornata speciale, 30 anni dopo il sisma del maggio 1976,
per ricordare, per comprendere quello che è divenuta la Protezione
Civile friulana nata proprio a seguito di quel terribile evento.
All’esposizione
partecipavano, oltre al Dipartimento Nazionale della Protezione
Civile di Roma, numerose regioni italiane che hanno presentato
le loro pubblicazioni nel campo della Protezione Civile.
Per
il Friuli Venezia Giulia, la Direzione Regionale della Protezione
Civile, che ha organizzato la manifestazione, ha proposto
anche eventi collaterali realizzati con la collaborazione
di associazioni locali quali la Croce
Rossa Italiana e i gruppi di addestramento cani da catastrofe
che hanno mostrato l’abilità dei loro amici a quattro zampe,
ad effettuare ricerche di persone sepolte, presso un campo
macerie appositamente allestito.
Sono state allestite ben due mostre fotografiche: “Friûl par nò dismenteà” allestita dal “Gruppo di Ricerche Storiche
Aghe di poç” di Pozzuolo del
Friuli e “Immagini da una ricostruzione”, con fotografie di
Tino da Udine messe cortesemente a disposizione dalla figlia
dell’autore: Cristina Procaccioli, e allestita a cura del Circolo Fotografico
l’Obiettivo di Pasian di Prato.
Le
scuole elementari di Attimis hanno
presentato un lavoro preparato dai ragazzi
comprendente plastici, disegni e altro materiale descriventi
le principali caratteristiche geologiche generatrici dei sismi
e le caratteristiche del loro territorio.
Il
FESN ha partecipato all’iniziativa con una postazione sismica
mobile amatoriale e collaborando con il geol. Michele Arcaleni,
dell’Osservatorio Sismico Bina di Perugia,
raccontando ai ragazzi delle scuole elementari e medie che
hanno partecipato all’iniziativa, come si formano i terremoti.
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