Riassunto

Le modificazioni geofisiche del suolo contengono spesso indicazioni misurabili che possono essere studiate allo scopo di evidenziare segnali che, se correttamente interpretati, possono essere annoverati tra i precursori sismici.
Tra le modificazioni che coinvolgono l'elettromagnetismo, vi sono modificazioni della conduttività, variazioni locali del campo magnetico e altre manifestazioni legate alle emissioni di radioonde.
La capacità della roccia di emettere radioonde varia tra frequenze che partono dalle ULF, fino a frequenze dell'ordine delle UHF.
Sono numerosi gli studi specifici in questo campo, e alcuni effettuano il monitoraggio di ben precise frequenze ritenendole più promettenti come probabili precursori.
Le diverse caratteristiche degli strati rocciosi e delle profondità ipocentrali, pongono seri limiti alla ricerca in questo campo, infatti caratteristiche geologiche diverse possono rispondere al fenomeno in modalità anch'esse diverse, vanificando l'esportabilità dei risultati di studi effetuati su detrminate aree.
L'esportazione quindi dei risultati delle ricerche in questo campo può dimostrarsi non facile né offrire certezze. Tuttavia, la possibilità di effettuare misurazioni con strumenti semplici e di basso costo e la realizzazione di una rete sperimentale amatoriale, può essere un'ottima occasione per effettuare della ricerca applicata, essendo le apparecchiature e le energie necessarie messe interamente a disposizione di appassionati.
La possibilità inoltre di avvalersi di studi di carattere universitario dai quali partire e di rendere partecipi gli enti ufficiali nello studio dei possibili risultati, rende particolarmente valido questo tipo di approccio sotto molti punti di vista.
Lo studio proposto comprende il monitoraggio del rumore di fondo della banda delle onde VLF (tra 0,03 e 300 KHz e le variazioni dovute alle emissioni di radioonde provocate dal fenomeno della dilatanza delle rocce sottoposte a compressioni di origine sismica.

Introduzione

L'idea su cui sta lavorando il gruppo della FESN è quella relativa alla realizzazione di una rete di rilevamento dei precursori sismici elettromagnetici.
Numerosissimi sono stati in passato gli studi su questo campo, ma la difficoltà di rendere associabili agli eventi sismici le rilevazioni di questi segnali hanno limitato molto le possibilità di utilizzo a scopo di preallertamento.
E' noto infatti che i segnali in banda VLF e ELF vengono generati da diverse fonti che comprendono, tra le altre, alcune interazioni del vento solare con la magnetosfera, le scariche elettriche atmosferiche (fulmini), battimenti di apparecchiature civili di varia natura, il sole stesso.
Tuttavia una diversa fonte è quella costituita da fenomeni legati ai movimenti tellurici, o meglio alla fratturazione di strati cristallini. E' noto infatti che il fenomeno conosciuto come dilatanza, può precedere l'inizio di un evento sismico.
Il fenomeno succitato si può riassumere così come segue:
Nella prima fase gli sforzi dovuti al movimento delle zolle si accumulano lungo le zone critiche (faglie) causando la compressione delle rocce interessate. Questa fase dura generalmente diversi anni ed è comunque attualmente monitorata dagli enti ufficiali, nelle zone maggiormente a rischio, mediante il posizionamento di sensori basati sulla tecnologia GPS in grado di misurare i minimi spostamenti del terreno (vedi rete GPS dell'OGS).
Quando la compressione supera la capacità elastica della roccia, si formano delle microfratture che causano una deformazione aumentando il volume della roccia stessa (dilatanza).
Le microfratture si dispongono in genere parallelamente all'asse di massima compressione.
La dilatanza avviene in media, con uno sforzo che corrisponde a circa la metà di quello necessario a generare la frattura conseguente all'evento sismico.
L'acqua presente nella vicina falda proprio a causa della dilatanza, tende a penetrare all'interno della roccia fratturata tendendo a saturare la roccia, tuttavia il tempo necessario all'acqua per saturare la roccia è piuttosto lungo e il processo che genera nuove microfratture è più veloce di quello che ne permette la saturazione. L'interazione continua tra i due processi rende le rocce sottosature.
L'acqua riesce infine a saturare la roccia e a questo punto gli sforzi di compressione sono tali che la roccia microfratturata satura, non è più in grado di sostenerli in quanto l'acqua presente all'interno degli interstizi, essendo quasi incompressibile, riduce la capacità elastica della roccia.
E' a questo punto che inizia e si propaga la frattura che genera l'evento sismico.
La dilatanza quindi tende a ritardare il manifestarsi del terremoto aumentando l'elasticità della roccia, mentre l'acqua nel momento in cui riesce a saturare le rocce, ripristina la trasmissione integrale della compressione, riducendo il tempo necessario al raggiungimento della forza di rottura e quindi dell'evento sismico.
Durante il fenomeno della dilatanza, che può durare da alcune ore a diversi giorni, si possono modificare alcuni parametri fisici misurabili, come la resistività elettrica, l'altezza della falda, l'emissione di gas radon o di gas idrogeno, possono verificarsi anche sciami microsismici.
Studi nel campo delle bande ULF (tra 0.1 e 10 Hz), ELF e VLF (tra 10 Hz e 30 kHz) sono attualmente in corso negli USA, ma non si ha notizia di rilevamenti correlabili ai terremoti, anche se nel campo delle ULF si sono riscontrate delle anomalie che potrebbero essere considerate precursori.
La rilevazione di modifiche dell'ampiezza del rumore di fondo rilevabile mediante semplici apparati radio ha stimolato studi specifici in questo campo.
Alcune evidenze, segnalate anche da radioamatori durante i giorni antecedenti le forti scosse dell'Umbria, hanno spinto il prof. Ezio Roberto Mognaschi dell'Università di Pavia, Dipartimento di Fisica "A. Volta", radioamatore con nominativo IW2GOO, recentemente scomparso, a effettuare studi specifici e a ipotizzare un meccanismo fisico per la produzione di onde elettromagnetiche da parte delle rocce cristalline, nonché a verificare in laboratorio la veridicità dell'ipotesi avanzata.
Affinché si possa verificare l'emissione elettromagnetica, delle rocce è indispensabile che queste siano di tipo cristallino.
A tal proposito va ricordato che in Friuli, pur mancando, o essendo presenti in misura molto limitata, graniti o rocce di origine vulcanica, oltre al basamento posto in profondità, sono presenti diverse rocce a carattere cristallino (marmi) derivanti dalla parziale fusione del calcare.
L'ipotesi del prof. Mognaschi comprende il seguente meccanismo:
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Qualche tempo (da alcune ore a qualche giorno) prima del sisma distruttivo, il fenomeno della dilatanza aumenta in modo esponenziale, causando microfratture che si propagano in modo ramificato all'interno del materiale cristallino.
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La rottura dei legami cristallini, se il materiale non è un buon conduttore (come la roccia appunto), produce intensi campi elettrici. Questi infatti vengono generati dal disequilibrio provocato dalla rottura delle strutture molecolari cristalline con conseguente formazione di ioni di segno opposto che vengono a trovarsi l'uno di fronte all'altro a piccola distanza. Questa condizione, genera dei piccoli dipoli elettrici che rimangono in vita durante il periodo di rilassamento della roccia a seguito della frattura. Il tempo di vita dei dipoli elettrici è molto limitato, dell'ordine di 10-4 secondi e dipende dalla resistività della roccia e dalla sua costante dielettrica, tuttavia, pur essendo un temo brevissimo, è sufficiente a far generare dai dipoli un campo elettromagnetico. Gli atomi posizionati su un lato della roccia microfratturata, essendo sottoposti alle forze elettromagnetiche di richiamo di quelli posti sulla faccia opposta, causano un'oscillazione dei dipoli elettrici che a loro volta generano onde elettromagnetiche. Tuttavia i dipoli sono troppo piccoli rispetto alla lunghezza d'onda emessa per poter essere efficienti, inoltre gli strati di roccia tra l'ipocentro e la superficie scherma parzialmente i segnali, quindi il rumore irradiato si limita ad essere rilevabile solo nelle zone circostanti l'epicentro.


Descrizione del software e del sistema di ricezione

Allo scopo della rilevazione dei precursori sismici elettromagnetici e al fine di rilevare la zona di emissione degli stessi è stato messo a punto un software e un ricevitore unito ad un digitalizzatore da alcuni radioamatori della provincia di La Spezia, fra cui:
- Roberto Violi (IK1XHH) ha ideato scritto e compilato il software;
- Giuliano Sandal (I1SAF), Bruno Grassi(IK1WVG) e Adamo Mancini (IK2SBB) hanno messo a punto la parte ricevitore-digitalizzatore.
Il dispositivo ha come scopo principale, ma non unico quello di TENTARE una previsione del fenomeno sismico con un certo anticipo sull'evento indicando la zona di provenienza del precursore sismico elettromagnetico (PSE) e stimando possibilmente anche l'intensità del segnale emesso nella zona di origine.
Dalla versione iniziale del programma a quella utilizzata attualmente, le funzionalità si sono arricchite di nuove e più sofisticate funzioni che riguardano l'acquisizione dei dati attraverso dispositivi particolari quali la soglia dinamica e la butterfly cross line, la visualizzazione in tempo reale mediante grafici, la possibilità di estrarre dai files potenziali PSE sia in via automatica che con scelta manuale, la possibilità di confrontare dati provenienti da stazioni di rilevazione diverse, dispositivi software per la taratura del ricevitore, ecc.
All'iniziale scopo del programma (rilevazione e memorizzazione dei dati) è andato affiancandosi nel tempo un altro più ambizioso obiettivo e cioè l'elaborazione dei dati, attraverso opportuni modelli matematici, al fine di determinare il luogo di provenienza del PSE e di stimare l'intensità del fenomeno elettromagnetico al momento dell'emissione.
E' resa possibile dal programma la gestione di una rete di rilevazione potenzialmente illimitata nel numero delle stazioni componenti il sistema. La gestione di questo aspetto e' particolarmente complesso coinvolgendo carte geografiche con diverse scale, il posizionamento delle stazioni nella rete e loro modifiche nel tempo, il loro eventuale utilizzo a fini previsionali con aggancio ai modelli matematici relativi.
Il programma, infine, cura anche l'aspetto dell'elaborazione, della classificazione e della ricerca dei dati al fine di approfondire la conoscenza dei fenomeni PSE.


L'antenna

L'apporto della FESN per questo tipo di ricerca, è stato quello di studiare e realizzare un tipo adatto di antenna facilmente riproducibile amatorialmente con materiali di semplice reperibilità, ma con caratteristiche finali adeguate alle aspettative.
E'stata messa a punto infatti un'antenna realizzata in tubolare di alluminio al cui interno è posto l'avvolgimento costituito da cento spire di filo flessibile.
Al fine di evitare dispersioni, l'avvolgimento è stato distanziato dalla schermatura metallica per l'elettricità statica, mediante supporti in legno.
L'antenna è in grado di ricevere la componente magnetica del segnale da inviare al ricevitore a banda larga, e data la direttività che l'antenna possiede se posizionata sul piano verticale, si è stabilito di montare l'antenna con polarizzazione orizzontale al fine di evitare errori di calcolo della zona di emissione. La FESN è in procinto di posizionare n. 6 stazioni di rilevamento in regione nelle seguenti località Pozzuolo del Friuli, Manzano, Gorizia, Cabia di Arta Terme, Gaiarine (TV), Malnisio. I dati significativi eventualmente rilevati saranno dapprima condivisi con l'OGS di Trieste e successivamente messi a disposizione sul sito del gruppo www.fesn.org mediante relazioni periodiche.
Caratteristiche e dimensionamento:

Profilo di alluminio di mm 40x40
Distanziatori in legno spessore mm 10
Lunghezza del lato interno dell'antenna cm 75
Avvolgimento ottenuto con 10 spire di piattina formata da 10 fili accoppiati
Interruzione della schermatura sul lato opposto al punto di presa distanza mm 2


Immagini di dettaglio dell'antenna

 
Antenna VLF


Dettaglio angolo

La rete di monitoraggio dei precursosi eletromagnetici della FESN

La FESN è in procinto di posizionare n. 6 stazioni di rilevamento in regione nelle seguenti località:

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Pozzuolo del Friuli
- Manzano
- Gorizia
- Cabia di Arta Terme
- Pian del Cansiglio
- Tarcento


I dati significativi eventualmente rilevati saranno dapprima condivisi con l'OGS di Trieste e successivamente messi a disposizione su questo sito mediante relazioni periodiche.

Software e Hardware

La FESN è in procinto di posizionare n. 6 stazioni di rilevamento in regione nelle seguenti località Pozzuolo del Friuli, Manzano, Gorizia, Cabia di Arta Terme, Gaiarine (TV), Pian del Cansiglio.
I dati significativi eventualmente rilevati saranno dapprima condivisi con l'OGS di Trieste e successivamente messi a disposizione su questo sito mediante relazioni periodiche.
Il software, il manuale e i dettagli della parte hardware sono scaricabili al seguente indirizzo:

http://mio.discoremoto.alice.it/memibea


 
Schermata iniziale del software


Schema elettrico ricevitore

Bibliografia

I. L. Nersesov e A. N. Semonova in Physical Basis of Foreshocks, Nauka, Mosca, (1969)
P. Varotsos e K. Alexopoulos, Tectonophysics, 110, 73 (1984)
J. W. Warwick, C. Stoker e T. R. Meyer, J. Geophys. Res., 87, 2851 (1982)
A. C. Fraser-Smith et al., Geophys Res. Lett., 17, 1465 (1990)
J. Y. Dea, P. M. Hansen e W.-M. Boerner, Phys. Earth Planetary Interiors, 77, 109 (1993)
F. Bella et al., comunicazione alla XXI General Assembly della IUGG, Boulder, (1995)
F. Bella et al. in Electromagnetic Phenomena Related to Earhtquake Prediction, Terra Scientific Publishing Company, Tokyo, (1994)
E. Mognaschi, Radioonde, 8, 2 (1997)
E. Mognaschi, Radiorama, 12/97, pag. 34
M. Eleuteri, comunicazione privata C. H. Scholz, J. Geophys. Res., 73, 1417 (1968)
L'Astronomia n. 287 pag. 35 - Luglio (2007)

Links correlati

http://www.vlf.it/mognaschi/TERREM3.html
http://theo.inrne.bas.bg/~mavrodi/
http://www.vlf.com
http://www.earthquakeprediction.gr/

 

La Rete Sismica Sperimentale del Friuli (F.E.S.N.) e' una rete privata amatoriale.
I dati forniti sono provvisori e quindi suscettibili di modifiche.
Nel caso di loro utilizzo, si prega di citare la fonte.